FOCUS YOUNG ARAB CHOREOGRAPHERS – mercoledì 13 settembre in scena al Teatro di Anghiari

Riprende a settembre il progetto Anghiari Hub Dance con una residenza condivisa di coreografi italiani e arabi. Sarà un momento di confronto importante quello che si terrà, dal 12 al 19 settembre, ad Anghiari per i tre giovani coreografi selezionati da Anghiari Dance Hub, Centro di Promozione della Danza.
Nato nel gennaio 2015 per volontà di alcuni operatori della danza e del teatro per fornire a giovani coreografi strumenti di approfondimento del proprio percorso creativo, il progetto, di durata triennale, ha visto l’assegnazione di borse di studio per coreografi e i loro interpreti per partecipare a seminari e incontri di approfondimento.
Per la terza edizione di ADH i responsabili del progetto hanno scelto di lavorare con alcuni dei coreografi vincitori dei bandi precedenti, per un ulteriore approfondimento della loro formazione.
Saranno Tommaso Monza, Salvatore Insana ed Elisa Turco Liveri – ai quali si aggiungerà
successivamente Monica Gentile – a sperimentare un periodo di residenza condivisa con i giovani coreografi arabi selezionati per il progetto Focus Young Arab Choreographers, promosso da Anghiari Dance Hub e sostenuto dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo in collaborazione con ACS – Abruzzo Circuito Spettacolo, Armunia, Associazione Basilicata 1799, Danza Urbana, Mosaico Danza, Triangolo Scaleno, C.L.A.PSpettacolo dal vivo, Fondazione Fabbrica Europa, Inteatro Festival, LaMamaUmbria International.
Nato con l’obiettivo di facilitare la mobilità, il dialogo interculturale e lo scambio di pratiche performative tra gli artisti arabi e le realtà del territorio italiano, realizzando momenti di incontro, sessioni di lavoro e serate di spettacolo il progetto Focus Young Arab Choreographers sta attraversando l’Italia da maggio a ottobre, coinvolgendo 11 strutture da anni impegnate nel dare pensiero e visibilità alle molteplici pratiche e poetiche della danza contemporanea.
Selezionati all’interno della BIPOD/Beirut international platform of dance, in collaborazione con la Maqamat Dance Theatre di Beirut, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT) e il Ministero degli Affari Esteri (MAE), quattro dei sei giovani coreografi selezionati, provenienti da paesi del bacino del Mediterraneo, saranno presenti ad Anghiari per sperimentare una residenza condivisa con i 3 coreografi italiani di ADH e il tutoraggio di Roberto Castello.

I coreografi presenteranno i loro lavori dalle ore 21 di mercoledì 13 settembre, presso il Teatro di Anghiari.
Mounir Saeed (Egitto) in “What about Dante” rappresenta un lavoro ispirato all’Inferno dantesco, miscelato con lo spiritualismo del Sufismo e la musicalità nata dall’incrocio con inni cristiani e canti orientali, alla ricerca di una una fusione tra la spiritualità delle culture; Hamdi Lakhdher (Tunisia) in “Tu Meur(S) De Terre” ricostruisce la figura del padre imbianchino nel suo luogo di lavoro, un duetto sinfonico in cui il dolore della malattia si trasforma in una poesia incantata; Bassam Abou Diab (Libano) in “Under the flesh” lavora sulla relazione tra le culture, il corpo, la morte e i rituali, ispirato dall’aver vissuto la guerra ed essere stato obbligato ad utilizzare un enorme numero di strategie per sopravvivere. Sharaf Dar Zaid (Palestina) sarà in scena con “To be…” una performance basata sul conflitto tra l’essere ciecamente legati alle tradizioni e l’essere liberamente isolato dalla società, nella quale non si propone una soluzione ma una ricerca tra i due estremi, nel tentativo di trovare un equilibrio per essere nel luogo nel quale si deve e si ama essere.
Il giorno successivo, giovedì 14 alle ore 17,30, il critico e giornalista Gianfranco Capitta modererà l’incontro con il pubblico e i coreografi.

DALLA RASSEGNA STAMPA: Valeria Crippa, La Lettura (leggi l’articolo QUI)

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Il progetto artistico

Con una lenta accelerazione, ma che sembra non possa più arrestarsi… così è nato il Centro di Promozione della Danza di Anghiari, un “fulcro” – una possibile traduzione di hub – al servizio di giovani coreografi. Negli anni recenti diverse iniziative sono sorte per dare visibilità ad artisti della danza che operavano nella penombra, alla ricerca di possibilità di confronto e di crescita. Le varie vetrine hanno avuto un ruolo fondamentale per molti coreografi. Molte delle prove dei giovani artisti manifestano chiaramente numerose lacune, cioè la mancata padronanza di quegli elementi fondanti la creazione coreografica, nonché la capacità di saper tradurre in un luogo così pregnante e particolare il proprio pensiero. Non si tratta quindi di “formare” ma di trasmettere delle competenze, delle metodologie di cui gli artisti possano poi liberarsi per elaborare la propria specifica capacità creativa e anche per evitare la proliferazione di epigoni.

Le linee di azione del progetto triennale

Nel corso del triennio, dieci giovani coreografi saranno selezionati tramite bando pubblico. La partecipazione al bando prevederà la presentazione di un progetto coreografico in fieri e saranno privilegiati quei progetti che prevedano coreografie di gruppo. Nel progetto dovranno anche essere indicate le attività di sensibilizzazione del pubblico che i coreografi intendano realizzare con studenti e adulti residenti sul territorio. Gli artisti selezionati usufruiranno di borse di ricerca durante i periodi di lavoro presso il Centro. I coreografi selezionati usufruiranno di momenti seminariali insieme ai loro interpreti, singolarmente o collettivamente, saranno accompagnati nella ricerca di produttori e distributori e presenteranno in pubblico sia fasi intermedie di lavoro che il risultato finale.